Si ritiene che la presenza di polifenoli nel miele derivi dal nettare delle piante, mentre la qualità e la quantità dei polifenoli dipendono dalla regione geografica, dalla fonte floreale, dalle condizioni climatiche e dal tipo di api. Pertanto, uno studio ha suggerito che il profilo polifenolico del miele potrebbe essere utilizzato come marcatore floreale per verificare l’origine botanica.

Ritrovati liberi nei campioni di miele, gli acidi fenolici come l’acido p-cumarico, l’acido gallico, l’acido caffeico e l’acido ferulico sono stati comunemente identificati in diversi tipi di miele floreale. Ma purtroppo ciò ancora non è sufficiente per determinare l’origine multiflorale dei mieli in cui potrebbero essere presenti gli stessi composti, nonostante tecniche analitiche estremamente sofisticate come ad esempio la cromatografia liquida associata alla spettrometria di massa tandem (LC-MS/MS).

Le variabili esterne influenzano la presenza dei polifenoli nei mieli

Il contenuto fenolico del miele è stato correlato alle attività antiossidanti in molte ricerche pubblicate. Inoltre, il profilo fenolico del miele riflette il tipo di api, l’origine botanica, la stagione e la regione. In alcuni studi, è stato scoperto che in alcuni mieli prodotti dalle api senza pungiglione (dette Meliponini, che però il pungiglione lo hanno ma di piccole dimensioni) si raggiunge la maggiore presenza di polifenoli con attività anti-radicali liberi rispetto a quelle mellifere dei nostri apiari. Le api nella loro bocca possiedono degli enzimi che intervengono sui polifenoli che sono in natura legati agli zuccheri (glicosidi), tagliandoli e rendendoli attivi (agliconi). Una specie di digestione scoperta nel 2005 nelle api “senza pungiglione” ma presente nelle Api mellifere in generale. I polifenoli del miele che si trovano in forma di agliconi * potrebbero avere una biodisponibilità potenziale maggiore rispetto ad altri alimenti.

Poiché i composti polifenolici hanno suscitato grande interesse da parte della comunità scientifica come agenti preventivi contro le malattie degenerative e infiammatorie croniche, le principali attività terapeutiche del miele sono attribuite al suo contenuto di polifenoli, poiché questi sono i fitochimici più abbondanti. L’uso del miele tal quale è quindi da augurare per la maggiore efficacia dei polifenoli.

Queste attività sono controllate dalla bioaccessibilità (cioè la quantità di una sostanza rilasciata e resa disponibile nel tratto gastrointestinale durante la digestione) e dalla biodisponibilità (vale a dire a frazione della sostanza che viene effettivamente assorbita dal corpo e raggiunge il flusso circolatorio per essere utilizzata) dei polifenoli nel corpo umano. Per complicare il tutto, come capita con tutti gli alimenti, l’interazione molecolare dei polifenoli con altri composti alimentari durante il processo di digestione può diminuire o aumentare la bioaccessibilità. Giusto per avere una idea, si può ritenere che meno del 10% dei polifenoli venga assorbito nel tratto gastrointestinale superiore a causa dell’effetto della presenza di altri composti contenuti nel cibo, mentre il resto dei composti fenolici subisce una metabolizzazione microflorica in cui i metaboliti bioattivi attraversano la mucosa del colon per raggiungere il plasma. Questo è uno dei punti che mi permetto di sottolineare giacché la flora intestinale sana è un grande aiuto a detossicare l’organismo con un riflesso positivo sulla mente.

È stato dimostrato che l’acido gallico, caffeico, p-cumarico e sinapico vengono assorbiti bene nella parte superiore del sistema gastrointestinale e di recentemente, è stato osservato che lo stomaco potrebbe avere un sito di assorbimento attivo per gli acidi fenolici sopra menzionati.

L’azione di attivazione degli agliconi quindi sarebbe la tappa che si ha grazie all’ape durante la trofallassi e quindi introdotti nel miele.

* I polifenoli sono composti naturali presenti in vari alimenti vegetali. Molti polifenoli esistono in due forme: glicosidica e agliconica.

  • La forma glicosidica è legata a uno zucchero (glucosio o altri).
  • La forma agliconica è la parte “pura” del polifenolo, cioè senza zucchero.

Spesso la forma agliconica è quella biologicamente più attiva, perché può essere assorbita più facilmente dall’intestino.

FONTI:

  1. Santos ACD, Biluca FC, Braghini F, Gonzaga LV, Costa ACO, Fett R. Phenolic composition and biological activities of stingless bee honey: An overview based on its aglycone and glycoside compounds. Food Res Int. 2021

a cura del dr. Piero Milella