I polifenoli sono molto diffusi nel mondo vegetale e la nostra dieta, se ben bilanciata, è mediamente ricca di polifenoli di cui molto più della metà costituita da flavonoidi (in generale i due terzi) e meno di acidi fenolici (il restante terzo).

La maggior parte dei ricercatori riportano molti alimenti vegetali che troviamo in commercio e spesso sono citati anche prodotti lavorati ed elaborati che spesso, cotti o scaldati, possono perdere parte del loro contenuto bioattivo. Ma quasi mai sono citati i prodotti apistici. Noi invece partiremo dal miele, che per la sua migliore utilizzazione è consumato “crudo”.

La raccolta dei lavori scientifici sull’efficacia del miele sulla salute umana esalta la presenza degli acidi fenolici e dei flavonoidi (1), come mostra l’immagine tratta da una ricerca sui lavori eseguiti sui mieli, e che qui riporto.

Nei corsi l’aspetto funzionale di questi costituenti può diventare un vago ricordo; bene allora rivediamo perché questi costituenti presenti nel miele sono potenzialmente efficaci:

  • ANTIOSSIDANTI
  • ANTI AGE
  • ANTIMICROBICI
  • CITOSTATICI

La comunità scientifica ammette che forse la sinergia tra loro e altre molecole (acqua ossigenata, defensine, lipidi come il 10-HDA sì proprio quello della pappa reale)  anche se poco concentrate spiegano queste attività biologiche.

Saggiamente i ricercatori spagnoli concludono la loro ricerca con: “Sono stati osservati più effetti benefici dell’assunzione di miele che effetti negativi o nulli, soprattutto quando la sua assunzione sostituisce quella di altri dolcificanti. I principali effetti benefici sono stati osservati sulla salute cardiovascolare in soggetti sani, diabetici e iperlipidemici, sulla tolleranza al glucosio in soggetti sani e diabetici, sulla mucosite nei pazienti oncologici, sulle infezioni delle vie respiratorie superiori nei bambini e sulla guarigione delle ferite. Pertanto, il miele potrebbe essere un coadiuvante sicuro da somministrare a persone di età superiore a 1 anno insieme ai farmaci attualmente utilizzati per alcune malattie. Tuttavia, non va dimenticato che il miele è un alimento ad alto contenuto di zuccheri e deve essere consumato occasionalmente e con moderazione (1).

Anche altri ricercatori ispanici hanno la stessa opinione ma è il nostro microbioma (la flora intestinale di una volta più altri microrganismi scoperti con nuove tecniche come virus, funghi e protozoi) a goderne maggiormente e di riflesso il nostro corpo e la nostra mente. Tanto che concludendo il loro articolo scrivono: “Il consumo dei polifenoli presenti nel miele migliora significativamente le condizioni di salute delle persone, in particolare nei pazienti affetti da malattie croniche. Pertanto, l’assunzione di miele costituisce inequivocabilmente un modo alternativo per migliorare la salute e potrebbe essere utilizzata per prevenire alcune malattie croniche rilevanti” (2). Tra queste malattie del fegato, coliti ulcerose, sindromi metaboliche.

Allora: ce lo facciamo un cucchiaino di miele su una buona fetta di pane?

Note:

  1. Palma-Morales M, Huertas JR, Rodríguez-Pérez C. A Comprehensive Review of the Effect of Honey on Human Health. Nutrients. 2023 Jul 6;15(13):3056. doi: 10.3390/nu15133056. PMID: 37447382; PMCID: PMC10346535.
  2. Cárdenas-Escudero J, Mármol-Rojas C, Escribano Pintor S, Galán-Madruga D, Cáceres JO. Honey polyphenols: regulators of human microbiota and health. Food Funct. 2023 Jan 23;14(2):602-620. doi: 10.1039/d2fo02715a. PMID: 36541681.

a cura del dr. Piero Milella, biologo, naturopata